martedì, Novembre 29, 2022
spot_img

Nel Metapontino lavoratori migranti ancora sotto i ponti e nei ruderi

La denuncia di Pietro Simonetti del Ministero del Lavoro/Tavolo Anticaporalato

Altri articoli

- Advertisement -spot_img

Mercoledì 3 marzo 2021 – Vivono in situazioni disumane i lavoratori stagionali migranti del Metapontino.
A denunciarlo è Pietro Simonetti, del Ministero del Lavoro/Tavolo Anticaporalato.
“Sono trascorsi sette mesi dalla pubblicazione dell’avviso effettuato dalla Regione Basilicata, con le risorse del Suprime Italia assicurate dalla UE, per garantire 220 posti letto e servizi per il lavoratori stagionali migranti nell’area metapontina. 

Dopo l’assegnazione alla Coop Polis delle attivita’ relative alla struttura ricettiva, sulla base di tre proposte, un albergo a Metaponto, un immobile a Bernalda, una struttura ricettiva a Pisticci, la stessa – precisa Simonetti non dispone per la contrattualizzazione dei siti. 

Nel contempo la stessa Coop ha iniziato le attivita’ anticovid previste in altro avviso.

 L’ Arci che ha vinto ll bando per il trasporto con navette ed altri servizi non sa dove trasportare ed erogare servizi per le inadempienze della Polis.

Sembra una vicenda fantasiosa o comica di uno sceneggiatore in preda a nuove creativita’. No – precisa Simonetti – e’ la realtà che si consuma da mesi a scapito di lavoratori e lavoratrici che in questo ultimo anno lavorando con il Covid hanno assicurato la catena alimentare.

Parliamo di centinaia di migranti ora sotto i ponti oppure residenti in ruderi del Metapontino, una parte dei 15.000 assunti nel 2020 nell’area che ogni giorno, in mobilita anche dalle altre regioni sostengono il sistema agroalimentare. 

In questi ultimi mesi ho illustrato di persona al Prefetto di Matera i progetti Pon e Supreme nonché il Piano anticaporalato e gli altri per una spesa Ue di 18 milioni.

Lo stesso abbiamo fatto con altre parti istituzionali, quelle sociali e del Volontariato, le strutture incaricate di controllare ed intervenire. 

Siamo a marzo il tempo delle prime raccolte e degli interventi per garantire uno posto decente e diritti a chi lavora e reddito alle imprese. 

E’ difficile – conclude Simonetti – far capire alle autorità preposte che il tempo per l’uso dei finanziamenti UE, per tutela del lavoro, per l’attuazione dei progetti  per portare avanti la lotta contro il caporalato sta per scadere”

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Ultimi articoli