Il Presidente del Consiglio Regionale, Franco Mollica, interviene sull’incontro tra il Presidente della Giunta regionale, Marcello Pittella, e Rosario Vizzari, titolare dell’azienda Avant Garde, che si occupa della commercializzazione nel mercato americano di prodotti provenienti dall’Italia e, sulla base di un accordo sottoscritto con la Regione Basilicata, di prodotti agroalimentari lucani.
Come già pubblicato in precedenti articoli, Rosario Vizzari è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ritenendolo referente in America del clan dei Piromalli.

pittellaLa foto pubblicata sulla pagina della Basilicata del Quotidiano del Sud di Pittella e Vizzari insieme e il titolo dell’articolo hanno suscitato scalpore in quanto lascerebbero intendere che ci sia stata una sorta di “connivenza” tra Pittella e lo stesso Vizzari.

Franco Mollica, presidente Consiglio Regionale di Basilicata
Franco Mollica, presidente Consiglio Regionale di Basilicata

Su questo aspetto interviene con una nota il presidente del Consiglio Regionale, Franco Mollica, secondo il quale “sbattere in prima pagina una foto che ritrae il Presidente della Regione in visita a New York per il presepe lucano di Franco Artese e al quale viene fatta una foto di rito con una persona come se ne incontrano tante, coinvolta oggi in un’inchiesta giudiziaria, e associare il Presidente, e quindi la Basilicata, ad un clan mafioso, insinuare rapporti e legami che vanno al di là del lecito rappresenta, a mio avviso è un grave, gravissimo tentativo di buttare fango su un’intera comunità oltre che sul Presidente della Regione”.
Mollica parla di “seme del sospetto che determina 
un grave pregiudizio all’immagine di una comunità lontana dai legami mafiosi nonché alla serietà e professionalità del Presidente della Regione”.
“Un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma – prosegue Mollica -la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre. Denunciare il male è necessario, ma questo deve sempre essere fatto rispettando la veridicità dei fatti. Ma soprattutto rispettando la vita altrui. Il giornalismo non può e non deve diventare un’”arma di distruzione” delle persone e in questo caso di una comunità intera, così come ha detto Papa Francesco rivolgendosi al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
Sono certo –
conclude Mollica – che i nostri responsabili della comunicazione locale continueranno  a scrivere con attenzione, ricordandosi sempre che dietro ogni storia ci sono persone, emozioni, affetti, dolori”.