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Matera | “La nuova marcia per la cultura ed il lavoro – r-esistenza resiliente”

Organizzata da Cgil Cisl Uil, associazioni di categorie, culturali, volontariato e sportive, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti delle istituzioni e del mondo della politica

Sabato 20 febbraio 2021 – Si è svolta questa mattina in piazza Vittorio Veneto a Matera la manifestazione “La nuova marcia per la cultura ed il lavoro – r-esistenza resiliente”.
L’iniziativa è stata promossa dai sindacati Cgil, Cisl, Uil di Matera, rappresentati da Eustachio Nicoletti, Giuseppe Amatulli e Bruno Di Cuia e dalle Associazioni di categorie, culturali, volontariato e sportive.
All’iniziativa ha aderito anche il Comune di Matera, rappresentato dall’assessore Tiziana D’Oppido e dal vice sindaco Alberto Acito.
In piazza presenti anche alcuni rappresentanti istituzionali dei Comuni del Materano: il Sindaco di Pomarico, Francesco Mancini; il Sindaco di  Irsina, Nicola Morea; il Sindaco di Accettura, Alfonso Vespe; l’Assessore comunale di Policoro, Nicola Celano, il Vice Sindaco di Ferrandina, Angelo Zizzamia.

La manifestazione è stata promossa per attivare un processo democratico di partecipazione e condivisione di cittadini ed associazioni culturali e del lavoro, agli obiettivi di salvaguardia e valorizzazione culturale del patrimoni storico-naturalistico-ambientale del territori, per superare le compromissioni che si sono verificate finora e per fare della cultura occasione di lavoro.

Le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl e Uil della Provincia di Matera, insieme alle Associazioni Datoriali, Culturali, Ambientaliste e del Volontariato, nel marzo 2018 hanno dato vita ad una Marcia per la Cultura ed il Lavoro per chiedere che, nel percorso di avvicinamento al 2019 – Matera/Capitale Europea della Cultura, si sostituissero, alla prevalente produzione e consumo di “eventi”, azioni finalizzate alla realizzazione di infrastrutture culturali stabili e condivise in grado di creare concrete prospettive di sviluppo e di lavoro ai cittadini del territorio materano.

Alla luce di quanto nel frattempo si è realizzato, ed è accaduto (“pandemia”, possibile Deposito Nazionale Scorie Nucleari), è oggi opportuno riprendere quell’iniziativa:
una nuova “marcia per la cultura ed il lavoro”
che attivi un processo democratico di partecipazione e condivisione da parte dei soggetti intermedi e dei cittadini, degli obiettivi più adeguati di conservazione e valorizzazione culturale del patrimonio storico-naturalistico-ambientale del territorio materano, che superi le compromissioni fin qui verificatesi.

La Cultura, in una città della storia e delle qualità di Matera, – è stato detto – deve diventare una leva fondamentale di sostegno economico e sviluppo: deve creare lavoro , ma un lavoro qualificato, stabile, creativo, fondato sulla qualità della tutela, della documentazione e ricerca, dell’innovazione nella tradizione, della valorizzazione sostenibile: un “lavoro buono”, nel quale i nostri giovani possano trovare adeguate prospettive di crescita civile.

E’ oggi evidente l’esigenza di una ripresa di progettualità collettiva, che coinvolga insieme la comunità materana e nazionale, per ridare corrette prospettive alla costruzione delle infrastrutture culturali necessarie per reggere, ad adeguati livelli di “qualità”, il brand di città della cultura sul quale Matera pone tante chance per il futuro suo e dei suoi giovani.
Una progettualità, un’impostazione strategica di tutela del “patrimonio” diventata ineludibile alla luce di quanto emerge man mano dalla realizzazione delle opere cantierizzate in questi ultimi mesi, dove l’aspetto relativo ad accessibilità, fruizione e “valorizzazione” del patrimonio storico e naturale, ha preso il sopravvento su quello della “conservazione”: passerelle, sentieri, muretti a secco sono fioriti alterando un contesto ambientale e storico delicatissimo.

Un malinconico “declino” di valori, strategie, obiettivi conquistati in oltre mezzo secolo di forte
mobilitazione culturale e politica della comunità materana, una piatta “omologazione” di quel processo alle regole del marketing commerciale, stravolgono e snaturano le città d’arte.

I partecipanti chiedono alla Regione Basilicata e alla nuova Amministrazione Comunale (nel frattempo insediatasi), di incentivare e governare quella ripresa di progettualità, non limitandosi a tamponare ferite, ma riprendendo l’iniziativa politica e culturale, per:
• disegnare una nuova strategia di tutela e valorizzazione che fermi il declino, la deriva
commerciale, e porti a nuova sintesi il processo storico consolidato, con il “lascito” dell’anno di Matera/ECoC (brand), con quanto si sta realizzando (con le opportune correzioni/integrazioni), e con quanto di nuovo si sta manifestando, sia sul piano istituzionale (vedi la nascita del “Museo Nazionale Ridola-Lanfranchi”), che sul piano dei rivolgimenti epocali che la pandemia ha provocato sulle modalità di fruizione del turismo culturale;
• riproporre l’agognato (da almeno sessanta anni) Museo Demo-Etno-Antropologico (DEA) : una “infrastruttura-istituzione culturale” strategica che rappresenti la memoria storica della comunità contadina dei Sassi; e che costituisca altresì un centro di documentazione, ricerca ed animazione culturale della città, a disposizione delle future generazioni, e di un “turismo di qualità”.
• organizzare una risposta collettiva, alla “minaccia” di insediamento del Deposito Nazionale
delle Scorie Nucleari, guarda caso, a poche centinaia di metri dai Villaggi Neolitici della Murgia Materana.
Pertanto, i promotori invitano gli organismi e le associazioni, le personalità (istituzionali, della
politica, dello spettacolo, del mondo scientifico, dell’informazione, ecc.), i lavoratori , i cittadini tutti ed in particolare i giovani a sottoscrivere il presente appello e aderire alla:
marcia contro il “declino”, contro la deriva feticistica, commerciale, burocratica , che sta inghiottendo la vigorosa vicenda del “riscatto” culturale, socio-economico, urbanistico, ambientale, della nostra città e del nostro territorio: vero valore aggiunto della qualità della città contemporanea.
“marcia” per la cultura , che in una città della storia e delle qualità di Matera, deve costituire una leva fondamentale di sostegno economico e sviluppo; deve “creare lavoro”.
“marcia” per il lavoro: un lavoro qualificato, stabile, creativo:
un “lavoro buono”, nel quale i nostri giovani possano trovare adeguate prospettive di crescita civile.

Hanno partecipato alla manifestazione: Alleanza cooperative (Confcooperative, LegaCoop, AGCI), Amici Biblioteca Tommaso Stigliani, Anpi Basilicata, Anpi Matera, ARTEria, Associazione Casalnuovo Rinasce, Associazione Adriano Olivetti Matera, Associazione B&B, Associazione Nino Perrone, Associazione sportiva ECOS, Centro Carlo Levi, Circolo Legambiente Matera, Comitato Acqua pubblica, Comitato Ferrovia Nazionale Matera, Comitato Sassi, Confapi Matera, Confcommercio Matera, CNA Matera, Energheia, INU, Italia Nostra Matera, Radio Regio di Altamura, Società Filosofica Italiana, Teatro Sassi, Uisp Basilicata, Uisp Matera, Associazione Matera Cammina, Associazione OTE (Ospitalità Turistica Extralberghiera), Presidio di LIBERA del Metaponto. Presente anche Italia Viva con il consigliere regionale Luca Braia e il rappresentante di Italia Viva Giovani, Antonio Esposito.

Fonte e foto: Sassilive.it

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