L’invito di mons. Ligorio a Cgil, Cisl, Uil “Attenti al lavoro nero e ai tanti contratti precari”

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Venerdì 23 dicembre 2022 – “ Sentinella, quanto resta della notte?”. L’arcivescovo di Potenza, mons. Salvatore Ligorio nell’incontro di ieri con CGIL,CISL e UIL ha fatto ricorso all’immagine biblica della notte e della sentinella presa a prestito dal profeta Isaia ( 21,11-12) per descrivere in modo quasi plastico la condizione lavorativa nella Basilicata di fine 2022.

L’immagine l’aveva già utilizzata papa Francesco lunedì scorso ricevendo nella sala Nervi dirigenti e iscritti alla CGIL ma si era fermato all’invito a vigilare, da sentinelle appunto, sul valore e la dignità del lavoro.

Mons. Ligorio invece, in una regione del profondo sud, rispondendo ai saluti dei segretari di Summa, Tortorelli e Quaratino che lo avevano accolto nella sede della CGIL, in via Bertazzoni a Potenza, ha voluto esprimere, la speranza “che presto sorga l’alba”, cioè un futuro diverso dall’oggi ; ed ha rivolto l’invito ai sindacati a scrutare l’orizzonte per cercare la luce del nuovo giorno, ma ha anche manifestato esplicitamente l’inquietudine della Chiesa locale per uno stato di cose che caratterizza la Basilicata e che poi è passato a descrivere in modo molto succinto.

Dopo l’incontro della settimana passata con gli imprenditori oggi l’Arcivescovo ha voluto recarsi anche presso i sindacati : un’altra tappa di quella sorta di pellegrinaggio pastorale tra i soggetti sociali della regione, per portare, in clima di ascolto sinodale, la solidarietà e l’incoraggiamento della Chiesa, e per tessere rapporti di dialogo con quanti sono interessati alla crescita civile e religiosa della Basilicata.

E il “ qui ed ora della nostra storia”, come recitava il titolo del convegno diocesano di settembre, ha portato mons. Ligorio ad esprimere una serie di preoccupazioni in attesa del “nuovo giorno”: in primo luogo quella per i giovani :“ la partenza deve essere una scelta – ha detto ai suoi interlocutori – e non una necessità per mancanza di alternative”.
Ha citato la condizione dei quarantenni e dei cinquantenni espulsi dal mondo produttivo, in qualche modo vite sospese, raccontando di quanti bussano all’Episcopio dicendogli espressamente che quella è vissuta come l’ultima possibilità in un deserto di opportunità.
Ma ha anche lanciato un vero e proprio allarme su altri punti critici, invitando i sindacalisti a vigilare: “ attenti al lavoro nero – ha detto – e ai troppi contratti precari oltre che al lavoro povero che non consente di mantenere una famiglia”.