Continua l’impegno della Provincia di Potenza per i richiedenti asilo e i rifugiati. L’Ente proseguirà, anche per il prossimo triennio, l’attuazione dei progetti Sprar- Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati  già avviati nel 2014-2016  (Sprar-Potenza Ordinari e Sprar Potenza Minori stranieri non accompagnati) con l’intento di dare continuità e stabilità ai servizi di accoglienza integrata.
Lo comunica il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, specificando che vengono riconfermati i 120 posti del progetto Sprar – Ordinari (che include anche il programma Isaf a beneficio dei cittadini afgani impegnati nel contingente militare italiano ed il programma Resettlement a beneficio dei rifugiati siriani, palestinesi ed eritrei inseriti nei corridoi umanitari e delle loro famiglie) e i 10 posti del progetto Sprar  rivolto ai minori stranieri non accompagnati.
Le procedure di gara per l’affidamento dei servizi di gestione dei progetti saranno pubblicate entro fine anno.
Nel triennio 2014-2016 la Provincia di Potenza ha già attivato l’accoglienza nell’ambito dei due precedenti progetti Sprar, nel numero massimo assentito, ed ha aderito al programma nazionale Isaf a favore dei cittadini Afgani impegnati nel contingente italiano ed a rischio nella loro terra ed al programma Resettlement che coinvolge 50 beneficiari, ovvero famiglie numerose inserite nei corridoi umanitari che entrano in Italia già titolari di asilo e protezione.

Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza
Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza

“Con la prosecuzione dell’impegno nello Sprar – ha detto il Presidente – la Provincia intende consolidare un moderno sistema di accoglienza creato anche grazie alla rete locale costituita con le altre istituzioni del territorio e con le associazioni: poche unità di profughi o richiedenti asilo inseriti in maniera diffusa in più comuni. L’obiettivo è quello di favorire  il radicamento e l’integrazione sul nostro territorio delle famiglie accolte, per un atto di umana solidarietà ma anche per contrastare l’inarrestabile spopolamento della Basilicata e garantire il mantenimento della rete dei servizi pubblici essenziali”