Il sogno, Santo Padre, di averLa presto tra noi. In Basilicata. In uno dei suoi due capoluoghi: Potenza e Matera. O sul sacro monte di Viggiano, dove ha sede il Santuario della Madonna Nera, patrona delle genti lucane. O in uno qualsiasi dei 131 Comuni della nostra terra, pronti ad accoglierLa con l’entusiasmo e l’amore filiale di un popolo unito nel nome di Dio, che a Lei guarda come il frutto di quell’opera divina che a marzo del 2013 l’ha catapultata dalla “fine del mondo” al Soglio di Pietro.
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In qualità di Presidente della Regione Basilicata, a maggio dello scorso anno, in occasione di una udienza pubblica in piazza San Pietro, accompagnato da Sua Eccellenza mons. Francesco Nole’, Vescovo di Tursi e Lagonegro, ho gia’ avuto il grande privilegio, Santo Padre, di stringerLe le mani e di manifestarLe, con voce commossa, il desiderio della mia gente di accoglierLa in terra lucana.
Un desiderio sempre vivo e forte, che mi permetto ora di caldeggiare con la compassionevole intercessione del Cardinale Maradiaga, avendo condiviso, con Sua Eminenza, la speranza che anche da una piccola regione come la Basilicata possa essere rilanciato nel mondo il messaggio di pace e di fraternità di cui, mai come in questo momento, l’umanità ha bisogno.
I lucani, Santo Padre, nel loro piccolo, hanno accettato la sfida, come Ella esorta, di “mettersi in cammino” per cercare il volto del Padre nello sguardo terrorizzato e commosso dei rifugiati politici, delle loro donne incinte o dei bambini appena nati, tutti in fuga dagli orrori della guerra, accolti nella Città della Pace di Sant’Arcangelo e Scanzano Jonico: due comuni lucani che anche grazie all’impegno e alla spassionata dedizione del Premio Nobel per la Pace Betty Williams, sono diventati il simbolo dell’accoglienza e della carità, anche in momenti difficili di crisi economica, come quello che l’Italia e l’Europa, purtroppo, stanno attraversando da molti anni a questa parte.
Venga in Basilicata, Papa Francesco. Venga a spronarci a fare sempre di più e meglio in favore dei poveri: gli ultimi e i penultimi, nei confronti dei quali, personalmente, mi sento quotidianamente impegnato, al pari degli uomini e delle donne del Governo e del Consiglio regionale, in una azione di sostegno e di politiche attive di inclusione sociale.
Ci aiuti, Santo Padre, ad essere in sintonia con i Suoi insegnamenti. Ad essere cristiani veri. E quindi misericordiosi.
Con affetto filiale.
Marcello Pittella