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L’amore al tempo del Covid | Cosa ne pensano i ragazzi con sindrome di Down

Sabato 13 febbraio 2021 – “AMORE, AMICIZIA, SESSO: PARLIAMONE ADESSO”. Si chiama così il progetto finanziato da Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che vede coinvolte 10 persone con sindrome di Down della sezione AIPD di Potenza e le rispettive famiglie.

Quali le motivazioni? Lo abbiamo chiesto a Roberta Maulà, coordinatrice del progetto per conto dell’Aipd.

“Nonostante il gran numero di coppie, solo pochissime – ci dice – arrivano a sperimentarsi in una “relazione piena” fatta di intimità e condivisione di un progetto di vita. Le esperienze di convivenza sono ancora poche, così come i matrimoni (in Italia se ne conoscono 5, di cui 1 tra persone della rete AIPD).

I familiari – afferma Maulà – sono generalmente impauriti e impreparati ad accompagnare sul tema le persone con sD, spesso trattate come bambini, nella speranza di posticipare il più possibile il momento in cui affrontare il tema, se non addirittura negarlo.

La società – denuncia – vive ancora con disinteresse o “sfrutta” la confusione sul tema delle persone con Sindrome Down, portando avanti un’immagine lesiva e non inclusiva delle stesse.

Queste persone hanno però, il diritto di essere messe nelle condizioni di vivere responsabilmente la propria affettività e sessualità: questo presuppone un intervento che parli di una dimensione positiva,  non di un problema o qualcosa di cui vergognarsi/da nascondere. 

Obiettivo del progetto – ribadisce Maulà – è stato proprio quello di accompagnare ragazzi e ragazze con la sindrome di Down alla scoperta di affettività e sessualità.

Durante tutto l’anno le persone con sindrome di Down hanno avuto modo di confrontarsi ed approfondire una serie di temi: le emozioni, i diritti, come siamo fatti, le relazioni tra maschio e femmina, il piacere, come si fa l’amore, il matrimonio, la genitorialità.

Anche le famiglie hanno avuto modo di fare un percorso per riconoscere l’adultità dei propri figli e le modalità per dare loro sostegno nel coltivare amicizie e amori.

Il progetto, della durata di 18 mesi, iniziato a Gennaio 2020, si concluderà con la realizzazione di 4 vacanze di coppia e un Docufilm per abbattere i pregiudizi”.

“Abbattere i pregiudizi”, dice Roberta Maulà. Ancora oggi. Ancora oggi nonostante l’impegno dell’Associazione Italiana Persone Down che, attraverso i suoi animatori, da anni è impegnata affinchè si possano superare quelle barriere culturali che purtroppo pesano ancora come macigni.
Eppure, per quanto abbiamo avuto la fortuna di verificare, sono stati fatti molti passi in avanti. Si sono raggiunti risultati insperati.

Il progetto “Amore, Amicizia, Sesso: parliamone ora”, letto con attenzione e con la sensibilità che merita, fa capire proprio questo.
Fa capire che non ci troviamo davanti a ragazzi “disabili” (brutto termine che ancora oggi viene usato e spesso anche fuori luogo), ma davanti a ragazzi “speciali” come qualcuno li ha definiti.
“Speciali” per le potenzialità che i ragazzi con sindrome di Down hanno, le sensibilità che hanno. Per la voglia, se sapientemente stimolati, di mettersi in gioco, di accettare la sfida che la vita ha lanciato loro. Per il desiderio – è un loro diritto – di amare e di sentirsi amati.
Per questi ragazzi “speciali” anche San Valentino, la Festa degli Innamorati, quest’anno, in tempo di Covid, è una festa “speciale”.

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