Il segretario generale della Cgil Landini a Potenza: lo sviluppo sostenibile deve creare lavoro

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Cn l’intervento del segretario nazionale Maurizio Landini, intervenuto a Potenza ad un dibattito sul futuro sostenibile, insieme al vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe, si è conclusa la festa della Cgil “Liberiamo il futuro”.

Per Landini non c’è futuro sostenibile se non c’è lavoro. Le politiche del Governo devono mettere tra le priorità la questione occupazionale abolendo il Jobs Act e reintroducendo l’articolo 18.
Landini ha parlato di riforma fiscale basata sulla progressività che consenta a lavoratori e pensionati di pagare meno tasse e soprattutto investimenti per un piano di sviluppo per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. 

Landini durante il suo intervento a Potenza- A sinistra, il segretario regionale della Cgil Angelo Summa


Alle questioni occupazionali ha fatto riferimento concludendo la festa il segretario regionale della Cgil Angelo Summa.
“Il futuro dipenderà molto dalle questioni legate alla qualità del lavoro, al suo valore e soprattutto – ha detto – dalla scelta del mondo produttivo di assumere la competizione sul valore e sulla qualità del prodotto, e non sul costo del lavoro.
Partiamo da qui,  per delineare le direttrici di un futuro sostenibile per la Basilicata, per il Mezzogiorno e per il Paese: un nuovo modello economico, sociale, umano ed ecologico che per la Basilicata non può prescindere da una transizione energetica finalizzata all’emancipazione dalle risorse fossili”.

Facendo riferimento alla questione petrolio di stretta attualità in questi giorni con Regione Total ed Eni impegnate in un serrato confronto per rivedere accordi sottoscritti negli anni passati, Summa ha detto che ” lo scambio non potrà essere solo fondato sulle royalties, ma sull’impegno a realizzare un piano di investimenti in termini infrastrutturali, a creare nuova occupazione in settori diversi dalla mera attività. Nei prossimi anni – ha detto Summa – potremo disporre di ingenti risorse derivanti dalle royalties, 250 milioni l’anno; si inizi sin da ora a decidere che tali risorse saranno vincolate a un fondo specifico, destinato a misure di investimenti per lo sviluppo, per creare lavoro. Per questo va aperta subito  una nuova contrattazione con governo, regione, sindaci e imprese per riscrivere un nuovo accordo con Eni e Total in cui lo scambio non potrà essere – ha concluso Summa – solo fondato sulle royalties, ma sull’impegno a realizzare un piano di investimenti in termini infrastrutturali, a creare nuova occupazione in settori diversi dalla mera attività estrattiva per tracciare una chiara prospettiva di transizione energetica”.