Come ogni anno, l’inaugurazione dell’anno giudiziario è l’occasione per fare il punto sulla situazione nei vari distretti alla luce del lavoro svolto, dei problemi esistenti, delle aspettative che il comune cittadino ha nei confronti dei magistrati.
Un’approfondita analisi, per quanto riguarda il distretto della Corte D’Appello di Potenza è stata fatta sia dalla Presidente  Rosa Patrizia Sinisi che dal Procuratore Generale presso il Tribunale Armando D’Alterio.
Dati confortanti per quanto riguarda l’attività svolta: tra il 1 luglio 2016 e il 30 giugno 2017 il saldo tra i procedimenti sopravvenuti e quelli definiti “è in attivo del 10,9%”: sono stati infatti definiti, nel Distretto di Corte d’Appello di Potenza, 2.651 procedimenti in più rispetto a quelli sopravvenuti (circa 24 mila rispetto ai circa 26 mila definiti) con una riduzione del 16,6% della pendenza (da 15.925 a 13.274).
“Questo significa – ha detto il Procuratore Generale D’Alterio – uno smaltimento annuale pro capite per ogni pubblico ministero di oltre mille procedimenti con una durata media di duecentotrentotto giorni dalla trattazione degli stessi. La metà del tempo ordinario riconosciuto dal codice di procedura penale per i procedimenti non di criminalità organizzata e addirittura un terzo del termine massimo riconosciuto per i procedimenti di criminalità organizzata”.
Un elogio il Procuratore Generale D’Alterio ha rivolto agli uffici ma soprattutto al personale amministrativo per il lavoro svolto nonostante le carenze di organico.
Mancano, infatti, sei cancellieri nei ruoli della Procura della Repubblica di Potenza; tre in quella di Matera; due nella Procura di Lagonegro.
Carenze di personale amministrativo anche alla Procura Generale di Potenza e al Tribunale per i Minorenni.
“Una sofferenza – ha detto il Procuratore Generale D’Alterio – che viene affrontata con grande entusiasmo, con grande sacrificio non solo dai magistrati ma anche e soprattutto da parte del personale amministrativo di supporto che svolge la propria azione con entusiasmo compassione aiutata anche dalle sezioni di polizia giudiziaria e dei servizi di polizia giudiziaria territoriale”.
Ma a fronte di questo impegno,  di questo elevato smaltimento dei procedimenti garantito degli uffici requirenti vi è una crescita complessiva delle pendenze perchè – ha ricordato il Procuratore Generale D’Alterio – la criminalità è sempre in aumento.  Aumentano i procedimenti per quattrocentosedici bis, i reati contro la libertà sessuale, gli omicidi volontari, i reati in materia di immigrazione clandestina, le rapine, le estorsioni e l’usura. E’ un dato questo che evidenzia come l’impegno vada ulteriormente intensificato sebbene sia svolto a livelli soddisfacenti”.

Al lavoro svolto e ai problemi che tuttora ci sono per la carenza di organico ha fatto riferimento anche la Presidente della Corte d’Appello di Potenza Rosa Patrizia Sinisi.
“Nell’anno giudiziario trascorso – ha detto – tanti sono stati sforzi profusi in termini di riduzione dell’arretrato, di risparmio delle spese di funzionamento, di rinnovamento della magistratura onoraria. Uno sforzo nonostante  la gravita’ delle difficolta’ peculiari paralizzanti nelle quali versa il distretto di Potenza per la continua mobilita’ dei  magistrati che fa toccare i picchi del 63% di scopertura nel tribunale di Lagonegro e il 28% in quello di Potenza”.
La Presidente Sinisi non ha voluto parlare solo della maistratura “ma – ha detto –
voglio aprire le nostre finestre e osservare la società civile partendo proprio dai diritti fondamentali della persona sanciti dalla Costituzione italiana ed ai doveri che gli garantiscono e alimentano primo tra tutti la solidarietà.
Solidarietà che non deve manifestarsi soltanto nei momenti di emergenza o di tragedia ma sempre promossa contro l’individualismo e le spinte alla frammentazione del Paese per recuperare il senso di comunità
Occorre che il dovere di superare le barriere di razza, genere, religione, cultura sia sentito in modo costante e si trasformi in etica pubblica dei comportamenti fondata  sull’ascolto delle ragioni altrui, sul beneficio del dubbio sulla volontà di cercare ciò che ci unisce piuttosto ciò che ci divide.
Abbiamo bisogno oggi – ha aggiunto – più che mai di mediazione sociale a fronte di fenomeni epocali come l’immigrazione dall’Africa e dalle zone di guerra sparse per il mondo che coinvolge anche il nostro distretto
Di qui il rilievo nevralgico della domanda di giustizia e la conseguente responsabilità della magistratura e dell’avvocatura per una positiva convivenza civile dei cittadini dell’Unione ed extracomunitari.
Abbiamo bisogno di memoria per ricordare che nel 2018 ricorre un funesto anniversario: ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia con regio decreto del cinque settembre del 38”.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, ha organizzato davanti al Palazzo di Giustizia un presidio di protesta per ricordare la situazione in cui versano i detenuti italiani, e che “sul fronte della giustizia, delle carceri, della tutela ambientale e della salute umana l’Italia continua a essere, sul piano tecnico-giuridico, uno Stato ‘canaglia’”.
E’ il motivo per il quale ha iniziato lo sciopero della fame a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Rita Bernardini e del “GRANDE SATYAGRAHA dedicato a MARCO PANNELLA” promosso dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.
Con questa iniziativa, come ricorda lo stesso Bolognetti, si chiede “la definitiva approvazione dei decreti delegati di riforma dell’Ordinamento Penitenziario che deve necessariamente avvenire prima del 4 marzo, giorno del voto per le elezioni politiche”.