Da circa 6 settimane è questo lo slogan più in voga in Italia.
In realtà non lo vedete e non lo trovate scritto da nessuna parte, ma è come se ad ogni angolo di strada, su ogni canale radio all’interno d ogni programma televisivo ce lo sentissimo ripetere in continuazione.
Un invito latente, subliminale, istintivo a correre in qualche ricevitoria per giocare la sestina di numeri capaci di cambiare la vita. E’ una forza attraente e potente, che va al di là della nostra capacità razionale, e che ci ammalia. Addirittura il telegiornale della RAI (che se non sbaglio dovrebbe occuparsi di servizio pubblico) si collega in diretta due volte durante il Tg delle 20,00 per  informare il pubblico all’ascolto  qual è la sestina vincente. Anche i sottotitoli, che accompagnano le notizie, scompaiono e appare in bella mostra e fissa una fascia in basso in cui sono scritti i 6 numeri vincenti. Sembra quasi che l’unica preoccupazione di questa nazione sia il Jackpot del superenalotto. La notizia più importante sembra essere quella che dalla Francia. Dalla Germania, dalla Spagna si organizzano voli charter per tentare la fortuna in una ricevitoria italiana.
E intanto.
E intanto c’è qualcuno che umilia i simboli della nostra Nazione e della nostra Costituzione.
E intanto c’è una crisi che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie.
E intanto è passato l’ennesimo voto di fiducia con un emendamento che vuole imbavagliare anche la Corte dei Conti.
E intanto, nell’indifferenza più assoluta, decine di immigrati muoiono a ridosso delle nostre coste, e siamo a conoscenza di ciò solo perchè qualcuno sopravvive alla traversata e racconta l’accaduto.
Ma anche tutto questo sembra un gioco.
In questa estate caldissima niente e nessuno è preso sul serio.
3 Minuti per chiedere agli italiani come spenderebbero i 100 e passa milioni di Euro in caso di vincita. Nemmeno un secondo su cosa pensano dell’ennesimo condono concesso ai ricchi di questa nazione che hanno esportato illecitamente capitali all’estero (pari alla somma di decine di jackpot) e che adesso con una piccola aliquota da pagare, pari al 5%, possono rientrarli senza essere condannati.
Ho come la sensazione che mani sapienti e menti violente ci abituino alla distrazione.
Ci educhino a lasciar perdere la riflessione.
Ci stimolino solo all’emozione e non più all’opinione.
Giocate gente, giocate.