Festa grande all’Hotel Boungaville di Picerno in occasione della manifestazione organizzata dal GVS di Potenza che ha riunito, com’è tradizione ormai da anni, famiglie adottive non solo di Potenza ma provenienti anche da altre regioni italiane.

Una festa che ha avuto protagonisti i bambini che dal lontano Burundi hanno trovato nelle famiglie italiane quell’amore, quell’affetto che purtroppo nella loro realtà non avevano.
Un gesto di vera e totale solidarietà che negli interventi di quanti hanno partecipato alla manifestazione è stato messo in risalto.


Lo hanno fatto i responsabili del GVS, il Gruppo di Volontariato Solidarietà, con sede nella parrocchia di S.Anna a Potenza, don Franco Corbo, Luciano Lebotti ed Emilio Giugliano, la presidente regionale dell’Unicef, Angela Granata, il sindaco di Picerno, Giovanni Lettieri. Tutti si sono soffermati sul significato profondo di un gesto che gli stessi rappresentanti istituzionali del Burundi, presenti alla manifestazione, si sono soffermati, lasciando intendere che la solidarietà di tanti genitori ad accogliere i bambini colma oggettive difficoltà che si registrano nel loro paese, nonostante si cerchi di tutelare i diritti dei minori.
Dicevamo della festa. I protagonisti sono stati proprio i bambini: hanno aperto la serata sfilando tra la commozione generale. Protagoniste sono state le ragazze che hanno proposto danze tipiche del loro paese di origine. (vedi filmato)
Tutto questo non a caso, perchè il tema dell’edizione 2017 della festa è stato proprio quello di ricordare il paese di origine di questi bambini, ciascuno dei quali ha una sua storia che può essere dimenticata.


Per questo motivo, la Festa della Famiglia 2017 ha voluto rappresentare – come precisano gli organizzatori – “una tappa di questo cammino con la consapevolezza che ogni porta aperta su un paese dà vita ad un mondo di ieri che non è più solo del bambino, ma anche del padre e della madre”. In tal modo, l’adozione diventa reciproca.

Delle origini dei bambini adottati, dell’esigenza di non dimenticare le loro storie ma “di tessere una tela che intrecci in maniera armonica i fili del presente con quelli del passato dei propri figli”, si è parlato nella seconda giornata della manifestazione, con le testimonianze di alcune giovani provenienti dal Burundi e l’intervento di Massimo Santoro, psicologo psicoterapeuta, Giudice Onorario del Tribunale per i minori di Salerno.