Dure critiche dell'associazione "Insieme" alle modifiche della legge di contrasto al gioco d'azzardo

171

Sono pesanti le critiche che l’associazione “Insieme” rivolge alle modifiche alla legge di contrasto del gioco d’azzardo, votate a maggioranza dal Consiglio Regionale.
Secondo i responsabili, che da anni sono impegnati per impedire che giovani e meno giovani cadano nella rete delle slot machine, con queste modifiche prevale” una cultura che mette gli interessi economici liberisti dinanzi alla tutela della persona“.

Se da un lato inaspriscono le pene per i trasgressori, dall’altro- si afferma in una nota – ” tutelano l’offerta di gioco d’azzardo, salvaguardando le già tante concessioni ed insieme dimezzando la distanza tra i “luoghi sensibili” ed i locali dove si gioca”.

“Tali azioni del legislatore mortificano ampiamente – sostengono i responsabili dell’associazione “Insieme” – gli sforzi che le associazioni attive sul tema hanno messo in campo nel contrasto al disagio psicologico causato ed insieme sostenuto dai comportamenti di dipendenza legati al Gioco d’Azzardo, viaggiando in controtendenza, in luogo del supporto, alle già esigue conquiste nella lotta a tale manifestazione di sofferenza”.
Sono riflessioni che gli operato di “Insieme” basano su dati scientifici e sull’osservazione nei contesti di elezione della prevenzione, trattamento e cura, nonché su confronti con la letteratura internazionale.
Dati che vengono totalmente messi da parte “in unazione legislativa che favorisce ulteriormente la proliferazione del Gioco d’Azzardo Legale, sotto il finto feticcio del libero mercato e dell’occupazione.
Un libero mercato ed un’occupazione legali ma poco etici, dal momento che si basano sullo sfruttamento della vulnerabilità del cittadino, e quindi attentano alla dignità della persona“.

Forti della giustificazione relativa all’emergenza della crescente diffusione del DGA, “la maggioranza del consiglio regionale – è la critica che rivolgono i responsabili di “Insieme” – dà una risposta che punta ancora una volta sull’economia e sul denaro invece che sul sociale e sulla sanità, gettando la spugna ed invertendo la marcia invece di investire su interventi più efficaci per promuovere benessere e contrastare il malessere”.

“”.