Sarà portata all’attenzione del Parlamento la critica situazione che si registra nel CPR (Centro di Permanenza per Rimpatri) di Palazzo San Gervasio.
E’ quanto hanno deciso i parlamentari del M5S  Mirella Liuzzi, Saverio De Bonis, Arnaldo Lomuti e Luciano Cillis, che insieme al consigliere regionale Gianni Leggieri, hanno effettuato una visita ispettiva per verificare da vicino la situazione del Centro e le condizioni in cui versano le persone  in custodia, le forze dell’ordine e gli operatori che le assistono.
E’ emerso – a detta dei parlamentari del M5S – che al momento non sembra che né la dignità umana né la sicurezza pubblica siano tutelate e rispettate adeguatamente”.

Parlamentari del M5S davanti al Cpr di Palazzo S.G.

“Una visita avvenuta a seguito di una serie di incontri pubblici tenutisi a Palazzo San Gervasio – precisano gli esponenti politici –  che hanno permesso di valutare meglio la situazione che è esplosa in seguito all’evasione di 24 persone.
Il CPR di Palazzo in questi anni ha subito numerose trasformazioni ed è stato destinato ad usi molto diversi a seconda dell’emergenza del momento. Utilizzi che hanno richiesto ogni volta l’impiego di risorse pubbliche per il compimento di lavori di adeguamento della struttura, in ordine di diversi milioni di euro. Nonostante le somme ad oggi impiegate per la realizzazione di questo Centro, – precisano gli esponenti pentastellati – sono tante le criticità riscontrate nel corso della visita ispettiva.

Criticità che riguardano da un lato i soggetti che si trovano in stato di detenzione amministrativa e, dall’altro, la situazione degli operatori e delle forze dell’ordine chiamati a gestire il Centro e costretti ad operare in strutture fatiscenti e senza le necessarie strumentazioni (manca finanche la connessione internet per i dipendenti dell’Ufficio immigrazione che operano all’interno). Nessuno spazio di socializzazione: una enorme gabbia centrale, priva di ogni tipo di protezione ed esposta agli agenti atmosferici, quindi alle alte temperature in arrivo.
Una situazione – denunciano –  che sicuramente aumenta le tensioni in una struttura dove già la permanenza non è facile. Problemi anche per il personale di polizia costretto a lavorare in una condizione sicuramente difficoltosa e probabilmente sotto organico.
Polizia preposta ad assicurare non solo la sicurezza all’interno del Centro, la salvaguardia della incolumità degli immigrati ivi presenti ma anche la sicurezza del territorio nell’area circostante alla struttura e nel centro abitato.