Cultura dell’accoglienza e confronto. Così Giampiero Maruggi, direttore generale dell’A.O.R. “San Carlo”, ha commentato, in sintesi, l’intesa con l’associazione “Amici del Bhutan” grazie alla quale la dottoressa Cheni Zengmo entrerà a far parte, per uno stage di sei settimane, dell’equipe del dottor Sergio Schettini, direttore dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio lucano.
La dottoressa Zengmo, ginecologa presso l’ospedale di Thimphu, approfitterà di questo tirocinio per apprendere le più innovative tecniche di chirurgia endoscopica, normalmente eseguite nel reparto del dottor Schettini, e trasferire ai suoi colleghi il know how acquisito. “Il progetto nasce da un contatto con l’Associazione durante un viaggio in Bhutan, uno piccolo stato dell’Asia che si trova ai piedi dell’Himalaya, tra il Tibet l’India – ha raccontato il dottor Sergio Schettini – uno stato con un alto tasso di povertà ma con un bassissimo tasso di infelicità”. Secondo i parametri occidentali basati sul Prodotto Interno Lordo, infatti, il Bhutan risulterebbe essere una delle nazioni più povere della terra. Ma nel piccolo staterello asiatico il PIL è stato sostituito con il FIL, l’indice di Felicità Interna Lorda, concetto che trae ispirazione dalla filosofia buddhista e che pone la persona al centro dello sviluppo. Ragion per cui, nonostante l’elevato tasso di povertà, in Bhutan nessuno muore di fame, non esistono mendicanti né criminalità e il 90% della popolazione ha accesso gratis alla sanità e all’istruzione pubblica. “L’associazione Amici del Bhutan ha contattato tutte le società scientifiche dell’area clinica – ha dichiarato il dottor Sergio Schettini – soltanto io, in qualità di presidente della Società Italiana di Endoscopia Ginecologica, e grazie soprattutto alla disponibilità prontamente assicuratami dalla Direzione Strategica del San Carlo, ho potuto aderire alla richiesta”. A questo primo ciclo di sei settimane, seguirà, in inverno, un secondo stage, per un totale di quattro mesi, un percorso strutturato che consentirà alla dottoressa Cheni Zengmo di apprendere a pieno le tecniche laparoscopiche apprese in Italia e metterle a disposizione delle quasi 4000 pazienti che ogni anno accedono al suo reparto. Le spese dello stage sono tutte a carico dell’Associazione.

Da sinistra: il dott. Sergio Shettini, la dott.ssa Cheni Zengmo, il D.G. Giampiero Maruggi
Da sinistra: il dott. Sergio Shettini, la dott.ssa Cheni Zengmo, il D.G. Giampiero Maruggi

Gli altri due argomenti affrontati ieri, durante l’incontro con la Direzione Strategica del San Carlo, hanno riguardato, invece, il rapporto tra l’Azienda e i sindacati e la buona notizia, riportata dal Corriere della Sera di lunedì scorso, che vedrebbe il San Carlo come l’unica struttura ospedaliera sotto la media dei costi e della durata delle degenze, tra le 21 esaminate dal Ministero della Salute.
A riguardo del primo punto il direttore generale, Giampiero Maruggi, ha tenuto a precisare che in vista delle possibili riforme organizzative che riguarderanno soprattutto l’area chirurgica e quella radiologica, è disponibile a un dialogo costruttivo e positivo con le sigle sindacali ed ha dichiarato che ogni intervento o modifica su turni e orari avrà il solo obiettivo di assicurare ai cittadini un servizio migliore, liste d’attesa più brevi e un modello organizzativo il più efficace ed efficiente possibile. “Ci aspettiamo che dall’incontro della settimana prossima con i sindacati possano emergere proposte utili che valuteremo con attenzione – ha dichiarato Maruggi – siamo disposti a un dialogo costruttivo tenendo sempre presente che il nostro impegno sarà sempre a favore dei cittadini”.
Nella sanità degli sprechi per efficienza e controllo dei costi brilla il San Carlo di Potenza. Questa la notizia del Corriere della Sera che Maruggi, Pedota e Mandarino hanno voluto porre all’attenzione della stampa locale. Secondo il quotidiano milanese, dall’analisi dei dati del Ministero della Sanità sui costi del 2011, l’ospedale lucano risulterebbe l’unica struttura a stare sotto la media dei costi e della durata delle degenze in tutte e quattro le classificazioni considerate. Per quanto riguarda i costi di produzione in base ai posti letto utilizzati, infatti, l’Azienda lucana si piazza al secondo posto con un -23% e al quarto per i costi di personale con un -15%. Quanto ai costi per la pulizia il San Carlo vanta un -20% sulla media nazionale. Ottimo anche l’unico dato clinico monitorato riguardante i giorni medi di degenza in chirurgia che vede il nosocomio potentino al secondo posto dopo il Careggi (che però ha risultati negativi sul fronte dei costi) e a pari merito con Cagliari e Parma. L’inchiesta del Corriere della Sera è stata ieri anche al centro della trasmissione di Radio Rai 1 condotta da Stefano Mensurati durante la quale è stato intervistato anche Giampiero Maruggi il quale ha sottolineato che “al San Carlo la ricerca dell’efficienza passa attraverso due precise direttrici: da una parte si promuovono interventi programmati che producono risultati certi e misurabili, dall’altra si stimola, in tutto il personale, una cultura della responsabilità e dello spirito di condivisione”. Maruggi ha anche affermato, però, che “queste classifiche vanno sempre prese con le pinze”, perché, lo sa bene, che se anche i dati sono positivi sono sempre i cittadini ad avere l’ultima parola.