Mercoledì 8 settembre 2021 – Franco Deramo, genitore di un’ospite del Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa, ha scitto una lettera con la quale chiede, com’è nel suo diritto di padre, che si faccia piena luce su quanto è accaduto e sta accadendo nel Centro dei Padri Trinitari di Venosa nel quale si è registrato un focolaio di infezione da Covid che sta interessando ancora numerosi ospiti.

Nel Centro dei Padri Trinitari di Venosa dove si è verificato un caso, credo, unico, – scrive Deramo – anziché cercare di capire il perché di un ritorno di COVID ad un gran numero di ospiti e operatori tutti regolarmente vaccinati con doppia dose, si cerca:

di “giustificarsi“, non so da cosa;

di “minimizzare“, non capisco il perché;

si tenta consapevolmente di “snaturare il senso e ignorare il merito dello scritto” di quel padre che poneva domande precise, in forma diretta, non equivocabile da alcuno in buona fede;

nulla si dice” in ordine all’esigenza di cercare le ragioni dell’epidemia registrata, tanto da dover ricoverare d’urgenza, in ospedale a Potenza due pazienti, tra cui mio figlio, autistico grave.

Mio figlio, dal Pronto Soccorso, pur da me interpellato, è stato rilasciato dopo tre ore, dopo gli opportuni accertamenti, non ravvisando le ragioni di un ricovero.

Intanto, – prosegue Deramo – le notizie fornite a mezzo TV che mi tocca registrare, non danno segni di sostegno alla ricerca delle motivazioni del nuovo focolaio infettivo e della riaccensione epidemica nei confronti della quale verifico che non c’è la doverosa e compiuta percezione, né le adeguate iniziative e le necessarie richieste alle Istituzioni competenti circa i necessari approfondimenti che con la presente avverto il dovere di ripresentare.

Resto fiduciosamente in attesa di cortese riscontro.

Il sottoscritto, con le rigorose domande tecniche inoltrate, – conclude Deramo – non ha altre finalità che cercare di avere per tutti gli operatori, per tutto il personale, per tutti i ragazzi, tra cui mio figlio, le necessarie assicurazioni e le dovute informazioni.

Si sta verificando, drammaticamente, la situazione di chi, anziché guardare la luna, incredibilmente si ferma a guardare il dito”.