Domenica 6 marzo 2022 – Ha preso carta e penna Pietro Simonetti, componente del Tavolo Nazionale anticaporalato/Ministero Lavoro, ed ha scritto alla Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per denunciare i ritardi che si registrano nella realizzazione a Scanzano Jonico del “Centro della Pace”.

Un centro – afferma Simonetti – che mai come in questi giorni sarebbe prezioso per accogliere prorughi ucraini.

Manifestazione per avvio progetto “Città della Pace”

La lettera di Simonetti a Lamorgese

“Signora Ministra,
ho atteso diversi mesi prima di segnalarLe la delicata questione che interessa il Comune di Scanzano Ionico. 
La questione riguarda il mancato completamento del Centro di accoglienza denominato “Città’della Pace” con i fondi del Pon Legalita per 2milioni di euro secondo le intese intercorso nel 2018 con la Regione Basilicata e l’ approvazione del Tavolo Regionale Caporalato, composto da Enti, parti sociali e del Volontariato, presso la Prefettura di Potenza. 

Nel corso del periodo 2014/19 sono stato coordinatore dell’apposito organismo regionale per le politiche migranti su delega del Presidente della Giunta Marcello Pittella. 

Ora  sono Coordinatore del Gruppo Trasporti nel Tavolo Caporalato del Ministero del Lavoro.

 Nell’ambito delle attività relative alle intese sull’ospitalitàdei richiedenti asilo e nella sperimentazione delle attività del primo protocollo anticaporalato abbiamo realizzato importanti intese con il Ministero dell’Interno, le Prefetture e introdotto innovazioni a partire dal trasporto a chiamata degli stagionali, le liste di prenotazione nei Centri per l’impiego che sono state poi inserite nel Piano Nazionale in vigore.

 Nel contempo abbiamo sviluppato con la struttura Nazionale del Pon Legalità la progettazione di 4 nuovi Centri pubblici di accoglienza dei lavoratori Stagionali(Boreano/Venosa,( in alternativa al ghetto sgombrato nel 2016)lavello /Gaudiano, la ristrutturazione dell’ex Tabacchificio di Palazzo S. Gervasio, in parte bloccato dalla Amministrazione Comunale per motivi di esclusione sociale degli stagionali, il completamento del Centro di Scanzano per un totale di circa 700 posti per attivita’formative, di accoglienza, è di trasporto per i lavoratori migranti e famigliari che non riescono a trovare case da fittare e che nel passato utilizzavano ruderi, capanne, e case diroccate sotto la gestione di un caporalato esteso e feroce in parte eliminato dalla iniziative della magistratura e dalle forze dell’ordine negli ultimi due anni.

 Nel 2021 in Basilicata e’sopravvisuto un solo is a piccolo ghetto nell’area di Lavello mentre è stato scomberato quello di Bernalda. Nel periodo 2014/2019 sono stati ospitati nel Bradano circa 2000 persone nei centri attrezzati con fondi regionali e nell’ultimo anno della UE(progetto SUPREME). La sperimentazione del trasporto a chiamata ha avuto successo. Nello stesso periodo sono stati assunti tramite il Centro dell’impiego di Lavello circa 6000 lavoratori migranti anche se ci sono sacche di  incongruità nel periodo di assicurazione previdenziale. Quest’anno sono stati accolti Bradano oltre 300 stagionali, solo poche decine nell’area Metapontino per evidenti errori della gestione dei centri finanziati dalle risorse della UE.

 Al momento due Centri risultano finanziati con decreto:sono quelli di Boreano e Gaudiano mentre il comune di Palazzo non ha ancora rilasciato il documento autorizzativo per la piena. La situazione piu’grave, per tempi accumulati ed il rischio di perdere i due milioni del Pon, e’rappresentata dalla vicenda Scanzano. La delibera di conclusione del procedimento amministrativo per il completamento, firmato dal Presidente della Giunta Vito Bardi e predisposto dal Comune, dalla Regione con l’assistenza tecnica del Pon Nazionale, e’stato portato in Giunta per l’adozione 4 volte negli ultimi 18 mesi ma non e’stata ancora approvato. 

Occorre ricordare non si tratta di un documento di indirizzo politico ma di atto anche dovuto a norma del decreto Legislativo 165 del 2001che separa le funzioni amministrative da quelle politiche.

 Tutto cio’premesso e tenuto con che Ella Sarà in Basilicata  per impegni istituzionali sarebbe opportuno a valutare la possibilità di valutare, in concerto con le due Prefetture Potenza e Matera, che da tempo sono impegnate sulle questioni dell’accoglienza e della lotta per la legalita’, la verifica con il Presidente della Giunta Regionale sullo stato di avanzamento  dei due progetti Pon finanziati: Palazzo San Gervasio fermo e il completamento del centro di Scanzano, sollecitato dalla Prefettura di Matera e dal Difensore Civico Regionale per non perdere l’importante finanziamento UE che va a sommarsi ai 2,7 milioni Di Venosa, ai 4,7di Lavello, oltre alle risorse previste per Palazzo

 Se tale programma sara’completato la Basilicata sarà la prima Regione ad avere tutto il territorio coperto da Centri di accoglienza  e formazione lavoratori, la prima a zero ghetti. 

Naturalmente della questione puo’essere si potrebbe interessare anche il Presidente della competente Consulta il Dott. Roberto Maroni come avviene in Campania. I Centro di Scanzano da completare in pochi mesi sarebbe anche utile per accogliere i profughi Ucraini. 

Grazie. 
Pietro Simonetti”.

Foto copertina: struttura Scanzano Jonico da completare