Il solstizio è arrivato solo due giorni fa, ma quest’anno l’estate pare proprio che l’abbia preceduto di molto. L’ondata di caldo africano, infatti, non dà tregua: le due settimane appena passate sono considerate le più calde dell’anno, ma il peggio deve ancora venire.

L’allarme arriva dal ministero della Salute, che annuncia un weekend con “livello 3 – afa” per dieci città, tra Nord e Centro Italia, con picchi che raggiungeranno i 40 gradi. Questo significa “condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”.

Un weekend che, insomma, si prospetta davvero “di fuoco”, ma il Ministero fornisce dei consigli per affrontare la calura.
Primo fra tutti, evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 18, ossia nelle ore più torride della giornata.
Tenersi lontano dalle zone trafficate per il rischio ozono, astenersi dallo svolgere attività fisica all’esterno durante il giorno, ed utilizzare in maniera coscienziosa il condizionatore. Bere molto evitando bibite gassate e zuccherate e mangiare leggero sono altri importanti ammonimenti proposti dal Ministero, così come stare molto attenti alle terapie farmacologiche, che potrebbero dover subire delle modifiche.

Uno dei maggiori rischi durante la stagione estiva è sicuramente quello degli incendi. Dopo l’annovero, da parte del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, della Basilicata tra le regioni prive di “mezzi aerei da utilizzare per spegnere le fiamme”, a Potenza la questione è stata discussa con ben sei presidi straordinari. Ma il pericolo dei cosiddetti “fuochi violenti” non si limita, purtroppo, ai confini lucani. Nelle regioni del Centro-Sud, caratterizzate da un clima tipicamente mediterraneo, l’acqua delle piante evapora a causa delle alte temperature, così da rendere i boschi maggiormente soggetti all’innesco degli incendi. Le isole, insieme alle regioni che affacciano sul Tirreno, Lazio e Toscana in particolare, spiccano tra quelle maggiormente a rischio.

Un allarme incendi che va di pari passo con quello siccità. Secondo la Coldiretti, l’assenza di piogge e le grosse difficoltà nell’approvvigionamento idrico sarebbero già costati al nostro Paese ben un miliardo di euroNegli invasi lucani sono 162.613 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto allo scorso anno (vedi tabella).

INVASO 20 GIU 2016 20 GIU 2017 DIFFERENZA
Monte Cotugno 280.427 173-236 – 107.191
Pertusillo 121.538 90.500 – 31.038
Camastra 21.825 21.039 – 0.786
Basentello 16.150 16.892 – 0.742
S.Giuliano 64.532 45.621 – 18.911
Gannano 2.107 0.543 -1.564
Acerenza 6.354 3.973 -2.381

Dati: Eipli