Arresti Ruoti (Pz) | Intervista alla sindaca Scalise: “Non porto nè porterò mai rancore: mi pervade un sentimento di profonda tristezza”

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Giovedì 10 febbraio 2022 – All’indomani degli arresti che hanno coinvolto diversi esponenti del mondo politico, imprenditoriale e istituzionale del Comune di Ruoti (LEGGI) abbiamo intervistato la sindaca del Comune potentino, Anna Maria Scalise.


Sindaca il suo stato d’animo dopo essere venuta a conoscenza delle risultanze delle indagini della Procura della Repubblica di Potenza?

Sono venuta a conoscenza del blitz in atto su Ruoti in prima mattinata, man mano venivano fuori i nomi ma non i reati. Quando ho appreso dei filoni di inchiesta, ed in particolare di quello che interessava la mia persona, sono rimasta incredula per il numero ed il ruolo che le persone in questione hanno avuto nella vicenda. I fatti emersi parlano da soli. Non avrei mai immaginato di dovermi difendere da comportamenti così aggressivi e sono rattristata per la parabola umana di persone che si sono unite con l’unico scopo di farmi del male, di fare del male non ad Annamaria, ma ad un Sindaco, per colpire una istituzione, per evitare di poter amministrare, procurandomi ferite ed ostacolandomi in ogni modo. Fa male sapere che si tratta anche di persone appartenenti alle istituzioni ed alla pubblica amministrazione. Vi assicuro che sono persone verso cui non porto ne’ porterò mai rancore. Mi pervade un sentimento di profonda tristezza. CONTINUA DOPO LA PUBBLICITÀ

In una nota da lei inviata subito dopo che il comunicato della Procura era stato reso pubblico ha dichiarato “ho soltanto difeso la mia dignità di donna ed il mio ruolo pubblico a servizio della comunità di Ruoti”. Si è sentita offesa più come donna o come Sindaco?

Penso di essere stata colpita soprattutto come istituzione, come Sindaco, hanno voluto infangare non Annamaria, ma la persona che in quel momento rivestiva il ruolo. Certo il fatto di essere donna è stato un’ aggravante, ed hanno infierito senza pietà.

Nel famoso comizio del Sindaco uscente Angelo Salinardi in occasione della presentazione della sua candidatura si capì subito che la sua attività di amministratore sarebbe stata dififcile. Ha mai pensato che si potesse arrivare a commettere I reati che la magistratura contesta all’ex Sindaco Salinardi e a 3 consiglieri dell’attuale opposizione. Ovviamente vale per loro, come per gli altri indagati, la presunzione d’innocenza.

La sera del famigerato comizio finale in cui Salinardi in modo infelice dichiarò che avrebbe continuato a fare il sindaco pensai semplicemente che stesse rassicurando nel peggiore modo possibile i cittadini della sua presenza insieme a me, visto che io non sono di Ruoti. L’epilogo era inimmaginabile, io mi fidavo di Salinardi, non lo conoscevo, mi sono sbagliata, sin da subito ho preso le distanze, quando ho cominciato a capire che non era una persona sincera.

Le accuse, le pesanti illazioni dei suoi “avversari politici”, tutte risultate dalle indagini infondate, non le hanno impedito di continuare il suo impegno di amministratore. Dove ha trovato il coraggio e la forza?

Non è stato semplice amministrare e difendersi da continue cattiverie di ogni tipo e soprattutto provenienti da più persone, interne ed esterne all’amministrazione. Ma il desiderio del “fare”, di lasciare il paese “migliore di come l’ho trovato” è stato più grande.

Non ha mai pensato di buttare la spugna?

No, mai. Sarebbe stata la cosa più semplice, ma Sono stata educata ad affrontare e superare le difficoltà. Avevo preso un impegno verso una comunità e dovevo portarlo a termine.

Chi l’è stato vicino durante questo periodo non facile?

Mio marito Francesco e mia figlia Filomena, da loro ho avuto sempre grande comprensione e grande sostegno. Quando sono stata eletta Filomena aveva solo 10 anni, ma l’ho messa sempre al corrente di delle situazioni complesse del comune per evitare che potesse venire a conoscenza in modo “traumatico” di ciò che mi veniva fatto. Siamo stati sempre una squadra!

Un’ultima domanda: lei è stata scout e, come sa “Semel scout, sempre scout“. Quanto l’ha aiutata aver fatto propri i valori dello scoutismo?

Ho fatto della promessa e dei valori dello scoutismo uno stile di vita. Promettere sul proprio onore di fare del proprio meglio è capire che la vita è un dono e dobbiamo viverla rispettandola e rispettandoci. Ho rafforzato le mie competenze per metterle al servizio degli altri ma con la consapevolezza delle difficoltà e limitazioni; ho imparato ad affrontare ogni situazione, per quanto imprevista e sconvolgente, con entusiasmo e semplicità e a vivere gli impegni di ogni giorno con tenacia e passione spendendomi per la societa’.