Acquedotto Lucano | Operazione verità dell’ex AU Marchese

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Martedì 10 maggio 2022 – L’ex Amministratore Unico di Acquedotto Lucano, Giandomenico Marchese ha preso carta e penna ed ha scritto la nota (la prima ci pare di capire alla quale seguiranno altre) per rinfrescare la memoria a chi probablmente l’ha pesa sulla storia dell’ente che ha diretto per alcuni anni.
Lo fa all’indomani dell’assemblea dei soci e delle dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale, Vito Bardi, su eventuali interventi per rilanciare Aql.

Giandomenico Marchese

“Viste le dichiarazioni del Presidente della Regione e l’ultima relazione dell’attuale AU di Acquedotto Lucano presentata nell’Assemblea dei soci del 5 maggio u.s., – scrive Marchese – mi vedo costretto, mio malgrado, a rispondere con altrettanta trasparenza sulla situazione della azienda che da tempo è ben nota a tutti. Oggi inizio con alcune considerazioni, ma sarà mia cura illustrare e dettagliare le azioni poste in essere nel triennio di mia gestione per singole tematiche.
“Leggere per settimane che in AL ci sono “perdite accumulate in passato” ed il rischio di fallimento richiede dovuti approfondimenti e analisi soprattutto nel rispetto della precedente governance che ha gestito fino agli inizi di luglio la società e di tutti i fornitori, dipendenti, istituti di crediti ed utenti che per venti anni, pur con non poche criticità e problematiche, hanno vissuto intensamente la “scommessa idrica lucana”.
Ebbene nel corso dell’Assemblea del 5 maggio 2022 finalmente si è chiarito che la tensione finanziaria è causata dall’aumento del costo dell’energia, determinatosi in particolare dal luglio 2021 e che i “famigerati 80 milioni” non sono il c.d. “buco” derivante dal passato, bensì:
• la richiesta di un contributo straordinario a copertura del maggior costo dell’energia 2021 e 2022 di circa € 38 mln;
• in alternativa all’ipotesi di cui sopra, l’aumento di capitale sociale per € 30 mln (per una società che è palesemente sottocapitalizzata)
• lo stanziamento nel bilancio regionale dei crediti vantati da AL nei confronti del Consorzi di Bonifica per € 23 mln che AL deve riscuotere da anni
• garanzia per un finanziamento bancario per circa € 19 mln, (in caso di contributo straordinario) ovvero circa € 27 mln (in caso di aumento del capitale sociale).
Nella relazione tanto attesa si può dire che “la montagna ha partorito il topolino”. A ben vedere, ma soprattutto a ben leggere, la situazione rappresentata in Assemblea non si può dire che sia giunta “a sorpresa” ai Soci ed in particolare al Socio di maggioranza, atteso che dal lontano giugno 2018 ho più volte posto l’attenzione sulle criticità della società; ciò viene comprovato anche dalla documentazione presentata in Assemblea dal nuovo AU che, me lo consenta “simpaticamente”, ha tratto molti pezzi di relazione da quelli del passato! Quindi niente scoperta dell’acqua calda, nè operazione verità. Perché la verità è stata sempre sotto gli occhi di tutti e nella documentazione anche pubblica.
Era noto a tutti gli addetti ai lavori che, sin dalla sua costituzione, AL avesse un problema di sottocapitalizzazione, e successivamente di crediti problematici e di criticità tecniche. Certo non si scopre oggi la situazione critica dei depuratori o dei serbatoi in Basilicata, anzi molto si deve dare atto all’attività svolta con intensità e professionalità anche dal mio predecessore che, oltre ad individuare le criticità ed avviare la regolarizzazione delle AUA, ha anche compiuto un grande sforzo, di concerto con il precedente Presidente della Regione, per individuare le adeguate risorse per circa € 100 mln al fine di migliorare lo stato degli impianti più critici.
Ricordo a tutti che dopo una attenta analisi della situazione finanziaria di AL, nell’assemblea del gennaio 2020, in un apposito punto all’ordine del giorno è stata sottoposta, dal sottoscritto, la tematica dell’equilibrio economico finanziario di AL. Con dispiacere ricordo che, in quell’occasione, come nell’intero triennio, il Socio di maggioranza era rappresentato in Assemblea da un delegato! Ma ad ogni modo tutta la documentazione inerente la situazione finanziaria era stata consegnata. Forse se ne è persa traccia visto che oggi si parla di “operazione verità”?
Nella relazione sottoposta alla detta assemblea del 2020 e ripresa nella relazione prodotta all’Arera nel 2021, si illustravano sinteticamente tutte le problematiche (riportate pedissequamente nella ultima relazione del 5 maggio 2022 dalla nuova governance di AL) quali: crediti verso utenti, vetustà degli impianti e delle reti gestite, investimenti da tariffa, oneri finanziari, ricavi e contributi in c/esercizio, le azioni perseguite e quelle perseguibili a breve e medio termine.
Sorge nuovamente spontanea la domanda: quale operazione verità e trasparenza? Su questioni già poste?
Alcune azioni che erano state prospettate dal sottoscritto, grazie alla stretta e proficua collaborazione dell’Egrib e dell’Assessorato all’Ambiente, hanno portato all’approvazione delle nuove tariffe nel giugno del 2021 da parte dell’Egrib (comprese le azioni di riequilibrio stabilite dalla convenzione di gestione e formulate all’Arera e dalla stessa accolte, ad esempio sul riconoscimento della morosità all’11%) e nel gennaio 2022 da parte di Arera e hanno consentito di guardare al futuro con speranza e sfida, soprattutto come si avrà modo di illustrare nelle prossime relazioni. In sintesi dunque, si è:
a) rideterminata la componente tariffaria relativa al II periodo regolatorio 2016/2019 sottostimata per errori compiuti in sede di predisposizione tariffaria per circa 20 mln di euro;
b) determinata la tariffa per il III periodo regolatorio 2020/2023;
c) proposto di aumentare il capitale sociale della società;
d) proposta una valutazione politica, giuridica e legislativa per l’integrazione di Acquedotto lucano con altri gestori del Sud o italiani (a dire il vero tale proposta fu fatta dal sottoscritto in veste di AU anche in una memoria presentata alla Camera dei deputati in occasione delle audizioni sulle proposte di legge Daga e Braga ed inviata agli organi regionali)
Mentre i primi due punti (a e b) hanno trovato una soluzione che, senza dubbio, ha migliorato la situazione economico, finanziaria e patrimoniale della società (cfr, bilancio 2020), gli altri due punti (c e d), che richiedevano una attenta valutazione politica prima ancora che l’esame tecnico, sono rimasti allo stallo e se affrontati per tempo “politicamente”, con tutta probabilità avrebbero posto le basi per affrontare situazioni straordinarie quali quella che si sta vivendo oggi per il rincaro del costo dell’energia.
Ma, sempre per verità e trasparenza, ancor prima dell’assemblea del 2020 (cfr. nota del 29 ottobre 2019) e nei mesi successivi dalla stessa (incontri di inizio di marzo 2020 e successivi durante il covid19 primo semestre 2021; cfr. tra l’altro note: prot. AL 4119/2020 del 28.1.2020; prot. AL 15437 del 5.5.2020; prot. AL 25262/2020 del 16.7.2020; prot. AL 9016 del 12.2.2021) è stata sottoposta al Presidente della Regione la necessità di intervenire finanziariamente sulla società (attraverso aumento di capitale sociale e incasso dei crediti vantati verso i Consorzi di Bonifica). Senza alcun dubbio se alle richieste fosse conseguito un intervento sostanziale, la società sarebbe stata in grado oggi di farsi trovare più preparata per gestire eventuali eventi straordinari (vedi aumento del costo dell’energia).
Non vi è dubbio che in una situazione emergenziale dove per tutti (cittadini, imprese, PA, etc) il costo dell’energia ha subito un incremento, sia doveroso individuare soluzioni straordinarie per non gravare sugli utenti finali in modo diretto mediante l’aumento della bolletta dell’acqua, ma possibilmente neanche in modo indiretto mediante un contributo straordinario regionale. Illustrerò nelle prossime relazioni di cosa sembra abbia posto in essere nei dieci mesi della gestione il nuovo AU di AL per ridurre il costo dell’energia, come del resto ciascun cittadino sta facendo nelle proprie abitazioni per garantire un congruo risparmio che quanto meno contenga gli esosi aumenti.
Dal canto mio ho portato avanti, sostenuto da tutto il personale di AL, da Egrib, dai Sindaci e dal Dipartimento Ambiente della Regione la revisione della tariffa 2016/2019 e la predisposizione della tariffa 2020/2023, con la riduzione di alcuni costi (in esecuzione alle istruzioni impartite dalla Regione) e l’esame puntuale dell’andamento gestionale, nonché il miglioramento di alcune situazioni organizzative e tecniche di cui pure illustrerò nei prossimi giorni.
E’ ovvio che con un incremento esponenziale del costo dell’energia una situazione già debole finanziariamente, vacilla e richiede soluzioni straordinarie e non certo le “operazioni verità” che tendono soltanto ad indebolire una struttura non solida e portarla verso il baratro!
Ma sorgono dei dubbi che non posso sottacere:
1) Perché il Presidente della Regione interviene solo ora e non lo ha fatto in passato, pur essendo a conoscenza della situazione delicata della società messa più volte in evidenza dalla precedente gestione nelle note, nei bilanci, nelle relazioni sulla situazione economico finanziaria di AL? Quante volte è stata rappresentata tale situazione, anche per le vie brevi, ed è stata evidenziata la necessità di consolidare il lavoro svolto sulle tariffe con azioni più durature e consolidate?
2) Perché non è mai stato convocato dal 2019 il Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma sulle risorse idriche condivise tra Basilicata e Puglia (seppur sollecitato più volte dagli Amministratori Unici di AQP e di AL e dalla Segreteria Tecnica dell’AdP come risulta dalla documentazione in mio possesso) per dirimere la controversia sulle tariffe applicate per la sub distribuzione che, com’è noto agli addetti ai lavori, apporterà dei benefici ai bilanci di Acquedotto Lucano?
3) Perché non utilizzare l’unico Ente (EGRIB), diretto dalla professionalità dell’attuale Amministratore Unico deputato, per legge, a controllare e vigilare sul gestore del servizio idrico integrato della Basilicata per fare una operazione verità ed eventualmente porre in essere tutte le azioni stabilite dalla Convenzione di Gestione tra EGRIB ed AL, attualmente in vigore (misure per il mantenimento dell’equilibrio economico finanziario e misure di riequilibrio) invece di consentire ulteriori consulenze affidate dal gestore che soprattutto in questi casi dovrebbe essere organo controllato e vigilato?
4) Perché non sentire l’AU dell’EGRIB sulle criticità che hanno determinato i ritardi in materia di progettazione ed appalti?
Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori verità sulla gestione di mia competenza, sulle azioni messe in campo e sulle criticità riscontrate, ovviamente mettendo a completa disposizione la mia professionalità gratuitamente (anche io!!) ove dovesse occorrere, ma anche per chiedere agli addetti ai lavori di aprire un dibattito, sottovalutato quando è stato tempestivamente posto dal sottoscritto, su eventuale integrazione con altri gestori come sta accadendo in tante altre regioni di Italia, prima di dilapidare (annunciando azioni fallimentari ed altro) un patrimonio fatto di know how, dipendenti, fornitori, amministratori, utenti e cittadini tutti della Basilicata”.