Ripetitore Tim nelle contrade Botte e Torretta di Potenza | Presa di posizione dei consiglieri comunali del Centro Sinistra

Contro l'installazione dell'impianto i cittadini della zona che si sono riuniti in comitato

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Mercoledì 1 luglio 2020 – “Apprendiamo con profonda preoccupazione la proposta formulata all’amministrazione comunale da parte della società TIM/INWIT, di interrompere le azioni legali per completare l’installazione del ripetitore di telefonia nella zona di contrada Botte, di installare delle centraline di monitoraggio e di valutare la “successiva” delocalizzazione dell’impianto”.

E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunali di Potenza del Centro Sinistra Rocco Pergola, Angela Fuggetta, Angela Blasi, Bianca Andretta, Francesco Flore, Vincenzo Telesca, Roberto Falotico, Pierluigi Smaldone, in riferimento alla vicenda del ripetitore Tim in fase d’installazione nelle contrade Botte e Torretta del capoluogo di Regione i quali “segnalano la necessità di un cambio di approccio su questa tematica che sta preoccupando gli abitanti di contrada Botte che hanno espresso il totale disappunto e la necessità di maggiori chiarimenti in merito all’interlocuzione con la società installatrice, in quanto la proposta formulata desta una significativa preoccupazione in termini di tutela della salute e sembra totalmente sbilanciata in favore della ditta installatrice.

L’ amministrazione comunale – affermano – non può accettare la suddetta proposta, in quanto riscontriamo la necessità di conoscere quali siano gli elementi di garanzia a tutela della salute che non possono essere soltanto delle centraline installate e monitorate dalla stessa società.
Si segnala la necessità di conoscere quali siano i motivi ostativi alla delocalizzazione in questa fase e prima dell’attivazione, vista la disponibilità alla “futura delocalizzazione” da parte della ditta. Futura delocalizzazione che sicuramente comporterà maggiori costi e impedimenti burocratici e tecnici dopo l’attivazione.
Si segnala la necessità di una maggiore chiarezza e trasparenza delle informazioni e di avere il tempo di approfondire le informazioni inerenti le scelte che riguardano gli abitanti della zona.
Si segnala la necessità trovare un punto di equilibrio anche attraverso un percorso di condivisione con le istituzioni territoriali, sulla proposta già formulata da tempo della delocalizzazione dell’impianto o il riutilizzo di aree dove sono già presenti degli impianti di altri operatori che si trovano lontano dalla zona abitata di contrada Botte.

Si segnala la necessità di una disamina preliminare approfondita delle caratteristiche degli impianti radioelettrici, dei loro diagrammi di emissione, della possibile localizzazione e dei risultati di simulazioni per una migliore salvaguardia delle ‘aree abitate’ in virtù del Principio di Precauzione che può essere invocato quando ad essere minacciato è lo stato di salute individuale e collettivo. Il “Principio di Precauzione” fu sancito nella Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e sullo Sviluppo come “Principio 15″ – Il criterio cautelativo dovrebbe essere largamente applicato dagli stati in accordo alle proprie capacità, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini.

Si invoca – prosegue la nota – il principio di precauzione, visto il regime di incertezza scientifica, con azioni preventive: ovvero si chiede di agire per allontanare le minacce di danni gravi e irreversibili visto che gli effetti che questi impianti hanno sulla salute, sono poco conosciuti. In sostanza, si invoca certezza scientifica e nell’attesa si auspica l’inattività e la sopsensione dell’attivazione dell’impianto.

Si segnala che per un migliore insediamento dell’impianto, bisogna tener conto della necessità di avviare una misurazione sull’intera area dei campi elettromagnetici vista la presenza di numerosi impianti oltre che dei livelli di campo elettromagnetico, anche della migliore distribuzione territoriale degli impianti, utilizzando prioritariamente il sito proposto dall’amministrazione comunale alla società.
La presenza sempre più massiccia di antenne vicino agli edifici, sta suscitando notevoli preoccupazioni per i possibili rischi sulla salute di coloro che si trovano in prossimità di questi impianti. Bisogna verificare che siano controllate per sicurezza: la qualità della copertura nell’area desiderata, la limitazione dell’irradiamento verso aree indesiderate, la stabilità anche in condizioni atmosferiche avverse, il rispetto dei volumi previsti dalle leggi e il cronoprogramma delle operazioni di manutenzione del sistema.

Per questo – sostengono i consiglieri comunali del centrosini – c’è la necessità di studiare l’esposizione al campo elettromagnetico in un determinato punto dello spazio, utilizzando mezzi di simulazione e calcolo relativamente complessi, andando a definire il campo generato dall’antenna per telefonia mobile che dipende soprattutto dall’orientamento dell’antenna sia sul piano orizzontale che su quello verticale. Esistono strumenti di analisi che permettono di prevedere con sufficiente accuratezza i valori di campo generati da un impianto ricetrasmittente. Ciò consente di valutare, in fase di concessione dei necessari nullaosta, il campo massimo che verrà generato nelle aree di interesse quando l’impianto raggiungerà la piena operatività.
Si segnala inoltre la necessità di non arrecare danni economici all’intera area sia per quanto riguarda la popolazione che rispetto al patrimonio immobiliare, che potrebbe comportare, in caso di inosservanza dei principi di sicurezza per i residenti, azioni legali e di risarcimento verso chi autorizza la messa in funzione dell’impianto. Auspichiamo quindi che ci sia chiarezza e disponibilità della società per garantire una soluzione condivisa e partecipata.
Rocco Pergola-Angela Fuggetta-Angela Blasi-Bianca Andretta-Francesco Flore-Vincenzo Telesca-Roberto Falotico-Pierluigi Smaldone