Saranno insieme ad amministratori, cittadini, ambientalisti per dire NO ad un’attività che potrebbe compromettere un’intera area a vocazione natulastica e turistica.
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Per questo motivo, hanno scritto al ministro alle Attività Produttive, Federica Guidi. Nella lettera, nel fare riferimento al permesso di estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi avanzato dalla società Enel Longanesi Developments Srl, evidenziano come il Dec/Via del 12 giugno scorso del Mise abbia destato grande preoccupazione nei territori. Pittella, Emiliano e Oliviero auspicano pertanto un confronto urgente al termine del quale condividere un percorso comune Regioni-Ministero.
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Delle preoccupazioni delle popolazioni dell’area ionica, lo ricordiamo, si era fatto portavoce nei giorni scorsi il sindaco di Policoro, Rocco Leone, che aveva iniziato lo sciopero della fame, sospendendolo solo dopo l’incontro con il Presidente della Giunta, Pittella, il quale l’aveva assicurato dell’intervento sul Ministro Guidi.
La manifestazione di mercoledì 15 luglio si terrà in mattinata sul lungomare di Policoro, con un corteo che partirà da piazza Enotria per raggiungere piazza Chonia, dove si terrà il comizio finale con gli interventi del sindaco Leone e dei presidenti Pittella, Oliverio e Emiliano.
Sulle iniziative che s’intendo intraprendere poer evitare attività di ricerca di idrocarburi nel Maro Ionio, ecco quanto ha dichiarato il Presidente della Giunta Regionale di Basilicata; Marcello Pittella.

Pittella
Marcello Pittella
Sento di aver agito in assoluta coerenza rispetto a quanto ho sempre sostenuto, e cioè che l’ipotesi di estrazioni di idrocarburi nel Mar Jonio sarebbe una scelta sbagliata del Governo nazionale. Ecco perché, il 15 luglio, sarò in prima linea con i cittadini, insieme al Sindaco di Policoro, Rocco Leone, e ai Governatori di Puglia e Calabria, Emiliano e Oliverio e ai tanti sindaci che parteciperanno alla manifestazione programmata proprio per ribadire con fermezza il nostro no unanime alle trivelle nel mare che rappresenta la nostra storia e che è porta di accesso di una geografia nuova, strategica dal punto di vista sociale e culturale. E con altrettanta lealtà torno a ribadire che la decisione del governo regionale di non impugnare il decreto Sblocca Italia sia stata una scelta premiante. Come lo è stato prediligere il dialogo costruttivo con i Ministeri. Abbiamo difeso il futuro della Basilicata e continuiamo a farlo. Abbiamo preteso ed ottenuto numerosi passi indietro del governo centrale per venire incontro alle nostre richieste. E il pressing costante, mio e dei parlamentari lucani, ci ha portato a conseguire obiettivi importanti. La diversificazione dell’utilizzo di una parte del Fondo del 3%, da risorse per la Card benzina a risorse per la Social card e per azioni di sviluppo e coesione; il recupero delle annualità 2011 e 2012 che rischiavano di andare perdute; il recupero del tesoretto lucano che sarebbe andato a beneficio di altre regioni. Ma al netto di queste conquiste che io continuo a considerare “storiche”, visto che negli anni passati nessun altro Governo nazionale aveva accolto le nostre richieste, voglio chiarire che la scelta di impugnare o meno, mesi fa, lo Sblocca Italia, per nulla avrebbe inciso sulla decisione del Ministero dell’Ambiente di dare il via libera alla valutazione di impatto ambientale al permesso di ricerca nel mare Ionio, avanzato dalla società Enel Longanesi Developments Srl. Ci siamo posti in una linea di continuità con una posizione chiara e coerente contro le trivellazioni in mare e contro altre estrazioni in aree sensibili della nostra regione che non rientrano negli accordi del 1998 e del 2006. E diverse e significative azioni a salvaguardia dell’ambiente e della salute umana sono state messe in atto dalla Giunta regionale da inizio legislatura.
Su questo, pertanto,non accetto mistificazioni e strumentalizzazioni. Ho sempre rispettato diversità e dissenso ma mi piacerebbe che il dibattito sul tema fosse animato da onestà intellettuale e sincerità. Quella sincerità e lealtà che negli ultimi mesi non sempre ho registrato anche nel mio partito. Più pronto, invece, a richiamarmi a ritualità di circostanza che non mi appartengono e ad alimentare polemiche. Ho deciso di incontrare il sindaco Leone, qualche giorno fa, come pure la stampa aveva riportato, assolutamente convinto che la battaglia in difesa del nostro ambiente non possa essere discriminata da differenti appartenenze politiche. L’ho fatto da presidente, da cittadino, da medico. L’ho fatto perché ci sono momenti in cui occorre fare fronte comune, al di là della tessera che si ha in tasca. E questo è uno di quelli. L’ho fatto convinto che il mio partito fosse con me. Ma se la volontà di alcuni è di boicottare la mia azione politica e di quanti la pensano come me, ed in questo caso di istituzioni che lavorano in sinergia a tutela del popolo lucano, lo si dica. Quella non è, di sicuro, la mia battaglia.