Si è svolta a Viggiano, sabato 26 settembre, a cura del Collegio Regionale Maestri di Sci Basilicata, la cerimonia di conferimento del titolo di Maestro di sci honoris causa a coloro che hanno dedicato allo sci e alle montagne lucane grande passione e lavoro.
Il prestigioso riconoscimento è andato a: Domenico Priore, Adamo Ponzio, Luciano Petracca, Giuseppe Alagia, Bernardina Bruna Crivello e alla memoria di Giorgio Nigro.
Lucani, persone che hanno fatto la storia dello sci in Basilicata, persone che hanno amato la loro terra. Campioni del passato, mossi da una grande passione per lo sport.
“Si faceva tutto per amore. Amore per lo sport. Amore per la neve. Amore per la terra”, queste le parole che hanno accompagnato tutta la cerimonia.
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Le testimonianze dirette dei protagonisti, visibilmente commossi, hanno contribuito a trasmettere emozioni, valori e saperi. Maestri di sci ma soprattutto maestri di vita che hanno dedicato tempo, risorse fisiche e mentali allo sci, tale da superare i molti ostacoli logistici e gettare le basi per ciò che oggi vediamo sulle nostre montagne.
A loro e alla loro determinazione e perseveranza va il merito di aver tracciato le prime piste con i primi impianti di risalita e di aver avvicinato il mondo della scuola alla neve e alla montagna.
A tutti costoro il Collegio Maestri di sci Basilicata ha espresso la più profonda gratitudine.
Ma, tornando al presente, con grande rammarico, la cerimonia è stata occasione per sottolineare come da allora nulla è cambiato in sviluppo e crescita del turismo invernale.
Basti pensare all’abbandono da oltre tre anni della stazione sciistica del Monte Volturino e alla distruzione, causa valanga, dell’importante seggiovia del Monte Sirino. Ai problemi strutturali si aggiungono poi le insensibilità dei nostri amministratori che nulla fanno per tutelare e valorizzare le risorsa neve. Unici segnali positivi giungono dal comune di Viggiano che ha in programmazione un investimento di 10 milioni di euro con nuove piste e impianti.
Dal passato al presente, la memoria è dunque il futuro e da questi nuovi maestri, pionieri, giunge l’invito ad amare e a vivere lo sci e la montagna.