Alta velocità | Per Luigi Ditella (Filt Cgil Basilicata) un buco nero in Basilicata

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Martedì 25 aprile 2023 – “La narrazione proposta dell’assessora alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Donatella Merra, e dei tanti trionfalisti della cura del ferro, nasconde un’amara realtà, fotografata dallo stato dell’arte dei progetti Alta velocità e che prevede un buco nero proprio nel territorio lucano, dove rimane mestamente un’Alta velocità a dorso di mulo”.
Lo sostiene in una nota il segretario generale della Filt Cgil, Luigi Ditella.
“In questa regione – afferma – si ha la sensazione di non essere mai in ritardo, perché le grandi opere sono sempre lì ad aspettarti e c’è sempre una priorità altrove a far sì che non si realizzino. Così le uniche opere che avrebbero connesso la regione all’Italia attraverso la bretella Tito-Auletta e la Matera-Gioia del Colle vengono cassate, lasciando la sensazione di aver perso un’occasione più unica che rara.
La rete ferrovia italiana ormai distingue quelle che sono le direttrici AV rispetto a quelle regionali, per questo creare un tracciato ex novo da Tito alla linea Tirrenica avrebbe avuto un triplice ventaglio: l’avvicinamento della rete ferroviaria anche all’area sud della Basilicata, drammaticamente isolata e irraggiungibile; la velocizzazione del collegamento a 50 minuti circa per Salerno; la realizzazione di una linea ad alta capacità che avrebbe baypassato il tratto Picerno – Romagnano, dei primi del ‘900, con tratti a 75 km /h e pendenza del 30 per mille.
Inoltre l’estensione della Ferrandina – Matera a Gioia del colle avrebbe collegato le 5 zone industriali della Basilicata con i porti principali dei tre mari (Ionio, Adriatico, Tirreno) facendo diventare la Basilicata veramente una regione cerniera.
Hanno prevalso – denuncia Ditella – le solite logiche campanilistiche e di convenienza secondo le quali non tutti i territori hanno diritto allo stesso sviluppo e alla stessa mobilità.
Sarebbe stata questa l’occasione di onorare il centenario della nascita di Scotellaro e della sua inchiesta sui contadini e sullo stato di arretratezza e di assenza dello Stato, ma per usare le sue parole di speranza, “lungo il perire dei tempi, l’alba è nova”, ma le rotaie sono vecchie”.